Natura da sfogliare dal vivo

 

LEGENDA FLORA
A. Alberi spoglianti: Platani, Aceri, Tigli, Ippocastani
B. Aiuole ornamentali erbacee perenni
C. Alberi e arbusti ornamentali: Magnolie, Bambù, Palme, Ginko, Canne, Melograni, Corbezzoli
D. Alberi sempreverdi: Pini, Abeti, Cedri, Tassi, Sequoie, Larici
E. Alberi spoglianti: Querce, Betulle, Ontani, Pioppi, Salici
F. Alberi spoglianti: Aceri, Tigli, Platani, Frassini, Liquidambar, Ippocastani
G. Alberi spoglianti: Robinie, Sofore, Albizzie, Alberi di Giuda, Maggiociondoli
H. Arbusti ornamentali: Cornioli, Calicanti, Davidia, Viti, Ribes, Lamponi, Kiwi
I. Alberi da frutta: Meli, Peri, Albicocchi, Susini, Mandorli, Cotogni
L. Alberi e arbusti ornamentali: Gelsi, Carpini, Frassini, Noci, Bagolari, Fichi, Nocciuoli
M. Alberi sempreverdi: Cipressi, Thuie, Ginepri, Libocedri, Cupressuscyparis
N. Aiuola di arbusti ornamentali: Ligustri, Gelsomini d’inverno, Lillà, Osmanto, Forsythia
O. Alberi spoglianti: Zelkove, Olmi, Maclure, Olivello, Eleagno
P. Alberi ornamentali: Azzeruoli, Ciliegi, Cotogni, Sorbi, Nespoli, Biancospini, Giuggioli, Caki
V. Vivaio di alberi e arbusti ornamentali Europei
S. Semenzaio per nuove piante: alberi, arbusti ed erbacee ornamentali
Z. Aiuole ornamentali: Roseto, Azalee, Ortensie, Rododendri

ANNOTAZIONI: Nell’area di accesso al bosco presso il Bocciodromo, sono presenti rampicanti ornamentali: Passiflora, Bignonia, Viti canadesi, Glicine. Lungo la scarpata Escallonie, Lavande, Maonie, Ginestre, Evonimo, Lillà, Oleandri. Il viale centrale è costituito da ciliegi

LEGENDA STUTTURE
1. Serra Tepidario – collezione di piante mediterranee: succulente, cactacee, limonaia
2. Serra Riscaldata – collezione di piante tropicali: succulente, cactacee e piante utili
3. Serra Tepidario – Piante ornamentali
4. Ex centrale idroelettrica
5. Casamento rurale
6. Canale di adduzione
7. C.V.A. (Centro Vita Associata)
8. Bocciodromo
9. Complesso scolastico
10. Parcheggi
11. Voliera
12. Avifauna acquatica

Il Bosco Didattico di Ponte Felcino si estende su una superficie di circa mq. 45.000, a ridosso del Tevere e della sua fascia ripariale, in un’area di grande valore storico per la vita sociale di Ponte Felcino e della città di Perugia.

Infatti è posto tra un vecchio casamento rurale, testimonianza e simbolo dell’economia agricola della zona, e un altro immobile che presenta forti elementi di archeologia industriale, sede della centrale idroelettrica che forniva energia ad una delle prime industrie perugine, il Lanificio di Ponte Felcino.
Bosco Didattico Ponte Felcino

La Centrale era attivata da un canale artificiale derivato dal Tevere, oggi completamente risanato lungo il tratto Villa Pitignano – Ponte Felcino.

Nella stessa area è presente un complesso scolastico (nido-materna-elementare-media), il CVA, il bocciodromo, il Centro Socio Culturale della Terza Età e la biblioteca, le cui attività culturali e sportive si legano, in qualche modo, alle caratteristiche e all’uso dello spazio in cui è ubicato il Bosco Didattico. Gli aspetti naturalistici e ambientali del luogo valorizzano ed esaltano quelle presenze che hanno segnato e che segnano la storia di una intera comunità, la quale si propone, nelle mutate condizioni economiche, sociali e culturali, di trasformarsi per continuare a crescere.

Il Bosco Didattico è una grande occasione di sviluppo della città perchè implica la promozione di svariate opportunità di lavoro, di formazione, di educazione ambientale e naturalistica, di studio scientifico.

Infatti si è venuto configurando un complesso di tutto rispetto che riproduce in piccolo il ciclo della vita: acqua, terra, vegetazione, aria.

Spesso l’uomo contemporaneo dimentica che la sua stessa vita dipende da questo ciclo e che minando o alterando uno di questi fattori si rischiano guasti all’equilibrio dell’eco-sistema che permette la sopravvivenza nel pianeta.

Dobbiamo sempre avere presente che l’aria che respiriamo è prodotta dagli alberi; molti alimenti che mangiamo sono prodotti della natura; il legno che usiamo è prodotto dagli alberi; l’acqua che beviamo è data dalla natura; la terra che trattiene l’acqua permette alla vegetazione di vivere e di crescere; l’acqua come l’aria è indispensabile alla nostra vita e non possiamo farne a meno.

Questi sono beni che non possono essere acquistati in nessun mercato.

Per questi motivi occorre il massimo di rispetto, di tutela e di promozione della natura della quale anche noi siamo parte integrante; il rispetto e la tutela di quelle parti di territorio che hanno già un grande valore ambientale, e che per ciò devono essere salvaguardate dalla nostra azione, e la promozione ambientale che deve essere perseguita per riparare i danni che nel corso del tempo abbiamo purtroppo compiuto. E’ un impegno di cui è necessario farsi carico affinché si possa consegnare un mondo migliore di quello passato e di quello presente.

Sino a oggi nel pianeta si è inquinato molto, la terra, l’aria e l’acqua. Si sono incendiati e distrutti boschi e foreste.

Si sono rarefatte le aree di vita degli animali. Si sono create città al limite della vivibilità.

Occorre che tutti, Stati e Governi, siano consapevoli nel promuovere iniziative a salvaguardia dell’ambiente, allargando e ricreando gli spazi della natura: i boschi, le foreste, i giardini o semplicemente piantando gli alberi in tutte le aree possibili.

La realizzazione del Bosco Didattico mira a sollecitare l’impegno di ogni cittadino sui temi ambientali perchè, percorrendolo e osservando le piante, la loro diversità ei cicli vegetazionali, nelle diverse stagioni, si potrà godere della sua ombra nella calura estiva, respirare aria fresca e pulita, ammirarne i colori, comprendere quindi l’inestimabile patrimonio di cui disponiamo.

Il criterio fondamentale che ha ispirato la costruzione del Bosco Didattico è stato quello di offrire alla città e alla regione una opportunità di conoscenza della vegetazione arborea arbustiva ed erbaceea presente nelle diverse aree geografiche della Terra.

Nel passato iniziative come queste servivano agli accademici, agli scienziati, alle Università, quali laboratori di ricerca, di sperimentazione e di conoscenza per lo più preclusi alle moltitudini.

Il Centro Naturalistico Regionale nel suo progressivo realizzarsi dovrà avere una caratteristica: quella di essere un grande parco godibile da tutti, oltre che un luogo di scienza.

Nel passato anche a Perugia si sono realizzati dei parchi in cui l’uomo domina la natura con le sue geometrie tranquillizzanti e regolari, costituite da viali, prati, verde attrezzato, piste, ecc. Il Bosco Didattico ha invertito il rapporto Uomo-Natura nel senso che quest’ultima ha e dovrà avere un ruolo predominante nella consapevolezza che occorrono anche spazi cittadini non piegati alla nostra volontà lasciando che il verde, seppure insediato dall’uomo, esprima tutte le sue potenzialità naturalistiche.

Ci sono tutte le condizioni per una espansione del Bosco Didattico che si sviluppi tra il Canale e il Tevere (da Ponte Felcino a Villa Pitignano), utilizzando il complesso edilizio della ex centrale idroelettrica quale spazio laboratoriale.

I progetti relativi alla realizzazione del Centro Naturalistico Regionale sono stati da tempo proposti e approvati dalla Regione. : Il Bosco Didattico risulta essere funzionale al Centro Naturalistico Regionale. L’impianto realizzato con la messa a dimora in piena terra di oltre 2000 tra piante di alto fusto, arbusti, erbacee perenni, officinali, medicinali e ornamentali, rappresentative di 106 famiglie botaniche, costituisce il grosso della vegetazione che può vivere nel nostro areale. Infatti ogni specie arborea è rappresentata da uno a tre esemplari, mentre molte specie sono presenti in varietà significative e particolari.

Il Bosco Didattico per poter assolvere alla sua funzione educativa non poteva non avere la caratteristica di essere costituito prevalentemente da vegetazione autoctona che cresce spontaneamente nel nostro ambiente e da quella naturalizzata in Italia e in Europa da un certo numero di anni, ma proveniente da altre aree geografiche.

Si sono impiantati anche alberi, arbusti ed erbacee di recente introduzione nel nostro Paese e ciò allo scopo di arricchirlo di essenze vegetali rare e insolite.

Infatti uno dei punti qualificanti sarà quello di continuare nella ricerca e nella messa a dimora di piante rare.

Per completare il Bosco Didattico e offrire ai visitatori uno spaccato della vegetazione proveniente da altre aree geografiche sono state costruite tre serre di 200 mq. ciascuna.

Nella prima serra (tepidario) sono presenti collezioni di cactacee, succulente e agrumi, volendo con ciò rappresentare la vegetazione dell’areale Mediterraneo;

Nella seconda serra (riscaldata) sono presenti cactacee e succulente e specie di importanza alimentare e quelle che hanno valore per la vita dell’uomo, provenienti dall’areale tropicale.

Nella terza serra (tepidario) si produrranno nuove piante e fiori di interesse ornamentale.

Bosco Didattico Ponte Felcino

E’ stato realizzato un vivaio, composto da 18 moduli nei quali vivono attualmente 680 piante autoctone e naturalizzate dell’areale europeo, che viene rinnovato ogni tre anni. Ogni modulo è costituito da una famiglia botanica rappresentata dalle specie più importanti.

Inoltre sono stati costruiti due semenzai di mt. 20 x 1,5 che saranno utilizzati per la produzione di piante ornamentali.

Questi impianti hanno uno scopo prevalentemente didattico in quanto le pianticelle potranno essere osservate e studiate durante la loro crescita.

Il Bosco Didattico quindi può essere letto da molteplici punti di vista: studio sulle caratteristiche delle piante; studio sulla utilità delle piante nelle varie attività umane (alimentazione e industria) e sulla loro funzione insostituibile nella vita del pianeta e nel ciclo della vita; studio delle tecniche colturali; studio di ogni essenza vegetale nelle sue caratteristiche ornamentali e decorative da impiegare nei giardini, nel verde attrezzato, nelle aree pubbliche e di come la vegetazione possa inserirsi nel contesto urbano, nei boschi, ecc.

Inoltre si possono studiare i cicli vegetazionali, la fioritura, le diverse colorazioni, la fruttificazione delle piante nelle varie stagioni.

Per tutte queste ragioni il Bosco Didattico è uno spazio di grande importanza naturalistica, ambientale ed educativa e ogni cittadino o istituzione potrà avvalersene secondo la finalità che intende perseguire.

Per consentire a tutti di riconoscere e identificare gli alberi, gli arbusti e le erbacee, alla loro base è posizionato un cartello segnaletico che indica il nome comune e scientifico della pianta, la famiglia botanica di appartenenza, le caratteristiche e le principali utilizzazioni.

Il Bosco Didattico è un libro aperto della natura che non va sfogliato, ma è lì che aspetta solo di essere conosciuto, di crescere. Noi dobbiamo dargli solo il tempo necessario.
Bosco Didattico Ponte Felcino

Fonte: Pubblicazione a cura dell’Assessorato all’Ambiente del Comune di Perugia
Fotografie: Fausto Castraberte
Planimetria: Geom. Claudio Ferracci